martedì 24 marzo 2009

Dalla parte delle prede, contro una cattiva legge***Caccia sleale, se Attila impugna la doppietta

CONOSCO dei cacciatori che ceno non mi hanno conquistato al loro hobby, ma si sono fatti perdonare con i loro racconti: l'attesa dell'alba nella botte in palude, i silenzi e gli odori della valle, il frusciare di penne nell'aria ancora buia.
E attraverso questi fruscii il riconoscimento del volo di anitre, folaghe o beccacce. E più alta, solenne la geometria delle cicogne che fuggono dal gelido Nord. Narrazioni minuziose, competenti e appassionate, con un sottinteso più o meno esplicito: la caccia è un solo pretesto, senza la caccia non conoscerei questi momenti e questi paesaggi. Attenuanti concesse. Però stavolta la musica è cambiata.
L'etologoRicevo da Danilo Mainardi, etologo di fama, questa lettera: «Caro Luca Goldoni, ciò che sta succedendo in questi giorni in Parlamento è troppo grave per essere taciuto, ed abbiamo bisogno anche del suo sostegno per fronteggiare un attacco senza precedenti all'unica legge che tutela la fauna selvatica nel nostro Paese. La legge 157/1992 sta per essere fatta a pezzi dal disegno legislativo avanzato dal senatore Franco Orsi. Chi prova un minimo di rispetto per l'ambiente e gli animali non potrà che inorridire a tante assurde proposte che noi della Lipu abbiamo definito "lista degli orrori" e che lei troverà qui di seguilo. Però non si limiti a inorridire come hanno fatto in molti ma, per favore, agisca. Ci aiuti nell'importante compito di informare le persone su quello che sta succedendo». Lo faccio con estremo piacere ma, prima di esaminare questa lista degli orrori, faccio un passo indietro per documentare come questo colpo di mano dei fondamentalisti della caccia abbia un precedente. Non più tardi di 6/7 anni fa il blitz fu tentato dall'on. Francesco Omnis di An. La sua illuminata proposta allargava a 360 gradi le specie cacciabili, prevedeva l'allungamento della stagione venatoria e graziava con un colpo di spugna i bracconieri. Insomma caccia a gogò, e soprattutto libera circolazione delle doppiette in tutt'Italia per sparare agli uccelli migratori.
Infatti, spiegò l'Omnis in un'intervista: «Perché non dare la possibilità a tutti di effettuare il prelievo dei migratori: ovvero anche a quei cacciatori che non ne hanno nel loro territorio?». Un diritto elementare, perbacco, la doppietta va dove vola la cicogna. Notai che non si usavano i vocaboli brutali "sparare" e "abbattere" ma si introduceva un concetto nuovo e garbato: il "prelievo". Voce del verbo "prelevare": io prelevo 50, 100 euro dal bancomat, tu "prelevi" 10, 100 fringuelli dal cielo (in questo secondo caso non devi neanche pagare la commissione). Commentai quella barbara incursione nell'equilibrio ecologico (e nel senso comune) osservando: state sicuri che, se non passerà stavolta al vaglio del parlamento, torneranno alla carica appena possibile. E infatti ci risiamo. Ho cercato di raggruppare secondo un ordine di contenuti gli 'orrori' segnalati dalla Lipu. La mattanza Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell'Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi offre ai cacciatori di Veneto e Lombardia, la possibilità di continuare a cacciare specie protette grazie a leggi regionali. (E le multe europee le pagheremo noi, comuni mortali senza doppietta). I cacciatori potranno usare come esche civette legate per le zampe e le ali, stile Medioevo. E sempre in barba alle più elementari norme comunitarie potranno abbattere, pardon prelevare lupi, cervi e orsi: basterà l'autorizzazione di un sindaco. (Il senatore, bontà sua, risparmia i piccioni di San Marco).FrangentiIn ogni Paese civile la sproporzione fra la forza (armata) del cacciatore e la debolezza della preda è attenuata da alcuni principi di lealtà: per esempio non si usano armi a raffica, non si spara a un uccello a terra, né a una lepre accovacciata e tanti eccetera. Bene, con la proposta di questo Attila della caccia, è consentito sparare anche con la neve. Cioè nei frangenti di maggior difficoltà per gli animali a cercare cibo, rifugio, calore. Si potrà sparare, pardon prelevare gli uccelli migratori nelle epoche e nelle aree in cui stremati dal lungo volo lo interrompono per bere e recuperare energie. Ci sono anatre, oche selvatiche, quaglie ú incredibili trasvolatrici di terre e mari lontani ú che percorrono migliala di chilometri in cerca di migliori condizioni di vita e di riproduzione. Benvenute in questa terra di "prelievi".Guerra ai parchiPer favorire la sua deregulation il senatore Orsi ha previsto lo smantellamento dei pilastri che sostengono l'ordinamento attuale 1) Viene cancellata l'Enpa (ente nazionale protezione animali). 2) In Italia - Paese con il tasso di bracconaggio fra i più alti d'Europa - le guardie ecologiche e zoofile non possono più svolgere vigilanza. 3) Se le nazioni del Nord Europa sono celebrate per i loro spazi verdi, in Italia creare nuovi parchi e oasi naturali diventa reato. Sembra un paradosso in noir, una parodia di Zelig. Invece il senatore talebano prevede che vengano severamente punite le regioni che "proteggono" oltre il 30 % del loro territorio.ContraereaHo lasciato per ultima la chicca della licenza di caccia ai sedicenni. I minorenni non possono guidare l'auto, non possono votare, non possono firmare cambiali ne partecipare a concorsi tv, non sono imputabili. Però potranno maneggiare un fucile e uccidere, pardon, prelevare pettirossi e usignoli in aree protette, orsi e caprioli affamati che cercano cibo nella ne ve. Nonché partecipare al fuoco da contraerea contro gli aironi, attesi al varco dopo l'estenuante trasvolata. Ci si può chiedere a questo punto quali motivazioni spingono il senatore Orsi a questa devastante incursione nel campo degli equilibri naturali. Forse passare alla storia. Erostrato di Efeso c'è riuscito dando fuoco al tempio di Artemide. Franco Orsi sarà ricordato dai posteri per essersi dato fuoco al cervello, trasformando un hobby in carneficina. La speranza è nel premier il quale appare molto sensibile ai sondaggi che tastano il polso della gente. Ebbene si convinca che se questa legge passerà si conquisterò la riconoscenza elettorale di mezzo milione di cacciatori. Ma perderà la simpatia dei milioni di italiani che stanno dalla parte dei cerbiatti, dei pettirossi e delle cicogne. (Quotidiano Nazionale)

domenica 15 febbraio 2009

Verona. Il TAR del Veneto salva i piccioni dalle doppiette

Il TAR del Veneto, in seguito al ricorso della Lega Abolizione Caccia, annulla un provvedimento del comune di Verona che consentiva ai cacciatori di uccidere i piccioni presenti nel territorio comunale.
Comunicato del 14 febbraio 2008
Il TAR del Veneto, in seguito al ricorso della Lega Abolizione Caccia, annulla un provvedimento del comune di Verona che consentiva ai cacciatori di uccidere i piccioni presenti nel territorio comunale.
Il TAR del Veneto, con ordinanza n.9/2009 del 29 gennaio 2009, ha annullato il provvedimento del comune di Verona del 17 ottobre del 2008, n. 107, con il quale si consentiva ai cacciatori di abbattere i piccioni presenti sul territorio comunale. La LAC, con ricorso firmato dal presidente Prof. Carlo Consiglio e notificato dall'avv. Massimo Rizzato del foro di Vicenza, aveva impugnato il provvedimento comunale ritenendolo illegittimo. Ora la seconda sezione del TAR del Veneto, composta dai giudici Giuseppe di Nunzio (Presidente), Italo Franco (Consigliere Relatore) e Marco Morgantini (Consigliere), con l'ordinanza ha stabilito che "il ricorso, oltre che del requisito del periculum in mora (la stagione venatoria non è ancora conclusa), non è del tutto sfornito del requisito del fumus boni iuris, alla luce della richiamata giurisprudenza, in specie sotto il profilo dell'appartenenza dei colombi alla fauna selvatica."
"Siamo soddisfatti di questa importante ordinanza, anche se arrivata allo scadere della stagione venatoria, perché pone fine al massacro di questi animali– ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – inoltre perché boccia l'arroganza di chi voleva consegnare nelle mani dei cacciatori il destino della fauna selvatica protetta che è patrimonio di tutti noi. Va sottolineato che il comune di Verona risulta essere addirittura recidivo perché con la sentenza del TAR Veneto n. 862 del 4 aprile 2008, sempre su ricorso della LAC, era già stato annullato un precedente provvedimento simile. Questa ordinanza va inoltre a favore anche di tutti i cittadini di Verona che allevano i piccioni e dei colombofili veronesi che allenano i piccioni viaggiatori che rischiavano di essere impallinati e uccisi. "
LAC Lega Abolizione Caccia - Sezione del Veneto - Via Cadore, 15/C int.1 - 31100 Treviso - Info: 347 9385856 email lacveneto@ecorete.it
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